Claudia Fiasca

Materia e memoria secondo Paolo Radi


La poetica di Paolo Radi (Roma, 1966) è articolata nelle forme, nei contenuti e richiede all’osservatore uno sforzo per potersi calare nel silenzio ovattato dei volumi che si vengono a modellare, trovando respiro nella loro stratificazione. Le opere presentano un carattere installativo del tutto originale; occupano spazi non solo fisici ma si aprono ai luoghi della memoria personale e collettiva. Storica, in questo caso, perché ricorda la follia antisemita. Dalle sovrapposizioni appaiono, come velature appena accennate, scatti fotografici, scritti recuperati e salvati dal tempo. Immagini, queste, la cui visione analitica più profonda è impedita dallo strato siliconico che viene a offuscare, quasi a voler far tacere, la loro potenza espressiva.
Sorgente

Eco

Tra acesa e attesa
Perché allora Alzando lo sguardo se tutto ciò che possiamo vedere è, seppur celato, davanti a noi? Una risposta ci viene data dal curatore, Lorenzo Respi quando evidenzia che “l’atto di alzare lo sguardo diventa la metafora involontaria della presa di coscienza di un passato doloroso e della determinazione dell’artista ad affrontarlo misurandosi con la memoria”. Alzare lo sguardo altro non è che tentare, dinanzi a quel bagliore, appena soffuso dalla materia siliconica, di stare al mondo presente, senza perdere di vista il passato, soprattutto quello più doloroso e tragico della Storia, sempre pronto a riemergere.
Claudia Fiasca